La palla basca pilota in basco e catalanopelota in castigliano e pelote in francese è uno sport sferistico originario del Paese Basco e derivato dalla pallacordaLe diverse specialità di questo sport sono praticate in molte nazioni, anche se per antica tradizione solitamente primeggiano gli sportivi baschi, residenti in Spagna, Francia e nelle Americhe. Escluse rare versioni arcaiche "laxoa", "pasaka" si gioca in due squadre, lanciando una palla pelotacontro una parete frontón in castigliano, fronton in francese, frontis in basco, frontó in catalano. Accanto a queste caratteristiche comuni, la pelota ha numerose varianti, a seconda della luoghi per incontri di pelota usata e dell'attrezzo impiegato. Nell'antichità erano tanti i giochi praticati con palle come l'harpastum romano comunque la pelota basca è originata dalla pallacorda jeu de paume antico, "al guanto" e accertata in forme abbastanza simili alle attuali alla fine del Settecento. Lo jeu de paume, di tradizione francese è lentamente passato di moda talvolta evolvendosi tennis, jeu de paume moderno, con la racchettamentre è rimasto popolare nelle campagne del Midi francese. Nelle Landespresso Bordeauxe nei vicini Paesi Baschi il gioco è sopravvissuto, evolvendosi nel caratteristico stile consistente nel far rimbalzare la palla contro un muro. Questo costume ha generato la pelota basca vera e propria, che pur somigliando alle palle usate nel baseball o nel tennis, possiede particolari proprietà di precisione nel rimbalzo. È realizzata artigianalmente con tecniche particolari che la rendono estremamente elastica, e allo stesso tempo dura come un sasso infatti i giocatori sono spesso obbligati a indossare appositi caschi di protezione. Alcune specialità "bota luze" o mano, paleta utilizzano pelote più soffici o palle di gomma. Tradizionalmente associate alle varie specialità sono le scommesse che il pubblico basco gradisce enormemente, talvolta organizzate professionalmente con il tipico sistema del totalizzatore quinielas e che luoghi per incontri di pelota negli Stati Uniti hanno incontrato enorme favore tra gli scommettitori abituali di città come Miami, Las Vegas e Reno. I baschi considerano la pelota il loro sport "nazionale", diffondendolo nel mondo grazie alla loro emigrazione, nella Francia del nord e nelle Americhe. La passione locale è paragonabile solo a quella calcistica in Italia o in Sud America. Praticamente ogni villaggio basco possiede almeno un modesto terreno all'aperto, o un trinquete al coperto. Impianti a carattere amatoriale di ottima fattura esistono a Pariginella Nuova Inghilterrain Costa Azzurra e un po' ovunque nelle terre basche.

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Nelle Landes , presso Bordeaux , e nei vicini Paesi Baschi il gioco è sopravvissuto, evolvendosi nel caratteristico stile consistente nel far rimbalzare la palla contro un muro. Praticamente ogni villaggio basco possiede almeno un modesto terreno all'aperto, o un trinquete al coperto. La forma più nota e diffusa è quella del ble a chistera. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra. Tra le varietà più popolari sono:. In altri progetti Wikimedia Commons. Attraverso i secoli i giocatori si sono sbizzarriti ideando molte varietà di gioco. Una rete protegge in genere uno dei lati lunghi, quello riservato agli spettatori. La pelota si pratica in un'area di gioco, chiamata cancha dagli spagnoli, composta da un terreno delimitato da linee bianche di lunghezza variabile, a seconda della specialità. I giocatori sono di solito tre per parte due avanti e un terzino , tutti e sei di fronte allo stesso muro.

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pelòta s. f. [dallo spagn. pelota «palla», che è dal fr. ant. pelote, der. del lat. pĭla «palla»], solo al sing. – Gioco (propr. pelota basca, o gioco della palla basca) diffusissimo in Spagna, spec. nella regione basca, ma molto popolare anche in talune regioni francesi e nell’America latina: è praticato, in numerose varianti, all’aperto su un campo rettangolare delimitato da un. Gli attrezzi, per quest'ultima forma di giuoco, sono: a) la chistera, o cesto ricurvo e allungato di vimini, lungo circa 50 cm., con armatura di bacchette di castagno, recante una sacca centrale e terminante da un lato a punta, dall'altro con un guanto di cuoio in cui entra la mano; b) la pelota, palla di caucciù fasciata prima di fili di lana. Visto che la maggioranza dei religiosi era di origine basca, fu realizzato un fronton da 50 metri: la parete è a destra rispetto al muro di fronte e non permette di giocare incontri ufficiali della cesta punta, ma può essere sfruttato per altre specialità della pelota, oltre che per il frontball o il one wall. Si organizzano regolarmente incontri internazionali e un campionato mondiale ufficiale. poi il "professionismo" di quei tempi indusse il severo CIO di Pierre de Coubertin ad abbandonare la pelota. Il torneo, disputato per la specialità jai alai o cesta punta, una scena di .

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